La corsa alle stelle

1993 mi laureo in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano. Lavoro per due anni presso la BSI (Banca della Svizzera Italiana) a Londra.

Dal 1996 al 2004 vivo a Beirut, gestendo la Soime Liban, joint venture internazionale nel settore delle costruzioni. Nel 2004 dopo avere perfezionato la vendita della società di Beirut rientro in Italia mettendo in piedi un business nel settore immobiliare. Dal 2006 al 2008, in piena espansione, arrivo ad avere 55 milioni di euro di affidamenti bancari, coperti da garanzie personali, le case dei miei genitori e le garanzie mobiliari dei genitori. Era un’epoca in cui con dei buoni business plan si potevano ottenere molti finanziamenti, anche oltre il valore delle garanzie prestate.

Nel marzo del 2008 rilevo anche un altro gruppo di società, giungendo ad un patrimonio immobiliare valutato complessivamente oltre 80 milioni di euro. A settembre di quello stesso anno fallisce Lehman Brothers e, con essa, fallisce tutto il mondo della finanza trascinando l’economia reale nella sua era glaciale.

La mia era glaciale

Il patrimonio mobiliare personale, che prima della crisi valeva 10 milioni di euro, perde di valore fino ad arrivare a meno del 10%. Il mercato immobiliare ha tempi di reazione molto più lunghi rispetto a quello mobiliare e per qualche mese sembra di riuscire ad andare avanti. Ma il mercato si era bloccato. Solo che non me ne ero accorto e non potevo accorgermene. Anche se tutti i miei commerciali dicono che non si riesce a vendere più nulla.

I beni della mia famiglia crollati, nelle mie aziende crolla il fatturato. Per vendere devo riposizionare i prezzi di vendita con sconti anche del 30%, che significa sottocosto. E comunque non hai più liquidità

I clienti potenziali, che nel frattempo hanno perso il lavoro, non hanno più potere di spesa, figurarsi se pensano ad investire qualche centinaio di migliaia di euro in una nuova abitazione. Tutti rimandano l’acquisto della prima casa, le nuove generazioni continuano a vivere a casa dei genitori, si rimandano matrimoni e convivenze.

In ogni caso in quello stesso periodo le banche vanno in fibrillazione, molte falliscono, altre devono essere salvate con capitali pubblici, di fatto si assiste all’indisponibilità a erogare i mutui, perché il meccanismo dei subprime, di cui si erano nutrite copiosamente fino ad allora, si è inceppato. Non solo. Mi arrivano intimazioni a restituire il debito entro sette giorni, per decadimento del beneficio del termine. Inizia la corsa di tutti gli istituti di credito a chiedere il rientro (tutti insieme!).

In pochi giorni le banche sono passate da rincorrermi per darmi liquidità a rincorrermi per darmi le bastonate (ma se fino al giorno prima eri un abile e scaltro giovane imprenditore osannato? mah ?! tant’é)

Non basta.

Ci sono i dipendenti a cui non puoi pagare lo stipendio, da leader ti trasformi in aguzzino, i sindacati pressano; per i fornitori diventi un delinquente (si sono dimenticati quanto hanno incassato da me in passato ? mah ?! tant’é); le relazioni personali collassano, anche dentro le mura di casa, il tuo tempio inviolabile, il tempio che TU consideravi inviolabile; mio papà si ammala di tumore… la tempesta perfetta, l’inferno.

Il crollo

Mi ritrovo all’inferno.

Ma non ti dai per vinto, vuoi ancora provare a tenere la barra a dritta, impugni il timone, le onde salgono a dismisura, fa freddo, gelo, ma tu vuoi ostinatamente governare il vascello ma il mare é sempre più in tempesta, i marinai si sono dileguati sputandoti contro il loro fiele (ma se fino al giorno prima eri il loro comandante, il loro leader, il loro benefattore? mah ?! tant’é)

Vuoi farcela, sei convinto di farcela comunque, d’altronde in passato hai preso dei rischi, degli azzardi e te la sei sempre cavata egregiamente. Non dormi più, magari un’ora per notte, inizi a lavorare 24 ore, pensi a nuovi progetti, ipotizzi fantasiose fusioni societarie che possano almeno mettere a tacere il fisco, forse le banche, forse. Dalle 2 di mattina, orario in cui mi svegliavo, fino alle 6 alle 7 mi sforzavo di pensare a rimedi per cercare di uscire dalla situazione. Ogni tanto un piccolo squarcio nel cielo plumbeo, un piccolo raggio di sole, succedeva qualcosa che mi faceva sembrare di avere ragione io, contro tutti, che ce la potevo ancora fare, (magari riuscivo a fare una vendita, ovviamente sottocosto, ma che generava una piccola liquidità; ma poi vedevo che la liquidità svaniva in meno di un mese nella morsa degli interessi e dei rientri). Allora pensi che sarebbe sufficiente farne un’altra, ma poi le vendite non riescono, gli agenti ti prendono per il culo, inizi ad avvitarti, finisci in un frullatore e non riesci ad accorgertene.

Febbraio 2010. E’ il momento peggiore. Il viso verde, le occhiaia. La gente che mi incrocia comincia ad avere paura. Inizio ad avere un attaccamento morboso ai miei figli, anche mia moglie crolla e mi porta dallo psichiatra. Entro in psicoterapia. Prendo benzodiazepine per sei mesi. Capite che significa? Il primo giorno che le prendo: mi cade la penna, mi chino per prenderla e sento un terremoto nella testa.

Inizia una fase in cui la sensazione di potercela fare cede il passo alla disperazione.

Non rispondevo più al telefono.

Ti vengono paure verso i tuoi figli. Se sei da solo è un conto, ma se hai una moglie casalinga e tre figli sotto diventa una tragedia. Come fai a dare a mangiare a tre figli? Incrociavo le statue dei santi e li pregavo di tenere la mano sulla testa dei miei figli.

Hai la sensazione che tutto quello che eri tu di valido non c’è più, svanito insieme al patrimonio. Perdo l’autostima. Tutto quello che pensavo di essere capace non era vero, ma ora pensi che l’io vero sono quello del 2010. Un coglione. Se perdi l’autostima non riesci più a risollevarti. Hai bisogno di parenti e degli amici.

Ma i parenti ti si rivoltano contro, gli amici non ci sono più. Mia moglie mi caccia di casa. So anche cosa vuol dire la moglie che ti manda fuori di casa. Perdi il ruolo del papà e del marito.

La risalita

Febbraio 2012. Mi contatta il titolare della più grossa impresa di costruzioni di Padova. Il mio vecchio direttore amministrativo che mi aveva abbandonato quando era crollato tutto e gli aveva detto: guarda, c’è uno che parla in sei lingue e che era il mio capo, potrebbe fare al caso nostro per acquisire commesse all’estero.

Mi chiamano per fare i colloqui per affidarmi la direzione del loro settore estero ! una grandissima azienda chiama proprio ME per un nuovo business! Dopo alcuni incontri mi dicono che mi avrebbero richiamato per farmi sapere ; trepidante, aspetto oltre un mese questa benedetta risposta… ero arrivato a pagare anche enel con le carte di credito per non farmi staccare la luce. Alla fine … LA LUCE ! Arriva la telefonata del figlio del titolare che mi convoca per firmare il contratto.

Per due anni gestisco l’estero della più importante azienda del Veneto. Il nuovo stipendio (era oltre 2 anni che non ne percepivo alcuno) mi aiuta a pagare i debiti.

Gestendo l’estero di questa ditta e ho intrapreso tante strade nuove fino ad arrivare a gestire una Joint Venture ad Abu Dhabi.

Nell’agosto 2014 interrompo il rapporto di lavoro perché vado a lavorare in un’altra azienda del settore, ancora più importante, resto a Dubai ma comincio a capire che con il prezzo del petrolio così basso non c’è più trippa per i gatti e poco dopo avvio una nuova iniziativa che fa leva sulle mie esperienze dirette e preparo il campo a Serendebity.